L'inno di Mameli: testo della prima strofa, parole difficili e significato per la classe quarta
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- Classe
- Classe quarta
- Sezione
- Festa della Repubblica
- Schede
- 2 · 3 pagine A4
- Codice
- FES-WR5J
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Il Canto degli Italiani di Goffredo Mameli (1827-1849), testo in pubblico dominio: la prima strofa e il ritornello da leggere e illustrare, le parole difficili da abbinare al significato e domande per capire che cosa vuol dire. Per il 2 giugno, in classe quarta.
Il Canto degli Italiani
Fratelli d'Italia,
l'Italia s'è desta,
dell'elmo di Scipio
s'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
L'Italia chiamò.
Goffredo Mameli, 1847
L'inno fu scritto nel 1847 da Goffredo Mameli, un giovane genovese di vent'anni, e messo in musica da Michele Novaro. Lo si canta spesso senza capirlo: «Scipio» è Scipione l'Africano, il generale romano; «s'è desta» significa «si è svegliata»; «coorte» era un reparto dell'esercito romano.
Il senso della strofa è questo: l'Italia si è svegliata, si è messa l'elmo di Scipione ed è pronta a combattere per la sua libertà; la Vittoria le appartiene. Nel 1847 l'Italia non era ancora unita: l'inno parlava di un sogno.
Dal 2017 una legge riconosce il Canto degli Italiani come inno nazionale. Dopo aver capito le parole, cantarlo insieme è molto più bello.


