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«Temporale» e «Il lampo» di Giovanni Pascoli: due poesie con analisi per la classe quinta

5ª primariaFilastrocche e poesie
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Classe
Classe quinta
Sezione
Filastrocche e poesie
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3 · 4 pagine A4
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LEG-BXCB

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Due brevi poesie di Giovanni Pascoli (1855-1912), da «Myricae», in pubblico dominio: «Temporale» e «Il lampo», da leggere e confrontare. Con le pagine da illustrare e una scheda sulle parole difficili, l'onomatopea, la similitudine e i colori.

Temporale

Un bubbolìo lontano...

Rosseggia l'orizzonte,
come affocato, a mare:
nero di pece, a monte,
stracci di nubi chiare:
tra il nero un casolare:
un'ala di gabbiano.

Giovanni Pascoli, da «Myricae»

Il lampo

E cielo e terra si mostrò qual era:

la terra ansante, livida, in sussulto;
il cielo ingombro, tragico, disfatto:
bianca bianca nel tacito tumulto
una casa apparì sparì d'un tratto;
come un occhio, che, largo, esterrefatto,
s'aprì si chiuse, nella notte nera.

Giovanni Pascoli, da «Myricae»

Sono due poesie brevissime, perfette per la quinta: Pascoli dipinge il temporale con pochi tratti, come in un quadro. In «Temporale» domina il contrasto tra il rosso dell'orizzonte, il nero delle nuvole e il bianco del casolare e del gabbiano; in «Il lampo» una luce improvvisa mostra per un attimo una casa nella notte.

Fate notare le scelte di parole: «bubbolìo» è un'onomatopea, imita il brontolio lontano del tuono; «come un occhio» è una similitudine; «apparì sparì» e «s'aprì si chiuse» rendono la velocità del lampo. Leggendo ad alta voce, i ragazzi sentono il ritmo spezzato.

Un'attività di confronto: in che cosa si somigliano le due poesie? Quale delle due fa più paura? Quali colori si vedono? Le risposte si possono raccogliere in una tabella prima di scrivere un breve commento.

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