Il leone e il topo: favola di Esopo con domande e finale da inventare
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- Classe
- Classe seconda, Classe terza
- Sezione
- Favole e racconti
- Schede
- 2 · 7 pagine A4
- Codice
- LEG-LKFE
Come usare queste schede
Il leone e il topo, la favola di Esopo sulla gentilezza ricambiata. Nella prima scheda il finale è nascosto e i bambini lo inventano e lo disegnano; nella seconda c'è la storia intera con le scene da riordinare, la morale e le domande.
Un leone dormiva all'ombra di un grande albero. Un topolino, correndo di qua e di là, gli salì per sbaglio sul muso e lo svegliò.
Il leone lo afferrò con la zampa: «Come ti permetti? Adesso ti mangio in un boccone!».
«Ti prego, lasciami andare!» squittì il topolino, tremando. «Un giorno potrei aiutarti anch'io.» Il leone scoppiò a ridere: «Tu, così piccolo, aiutare me, il re della savana?». Però quel giorno era di buon umore e lo lasciò andare.
Qualche tempo dopo il leone cadde nella rete di alcuni cacciatori. Più si agitava, più le corde lo stringevano. Ruggì così forte che lo sentirono in tutta la savana.
Il topolino riconobbe quella voce e corse da lui. Con i suoi dentini rosicchiò le corde, una dopo l'altra, finché il leone fu libero. «Hai visto?» disse il topolino. «Anche un amico piccolo può dare un grande aiuto.»
Da una favola di Esopo, raccontata con parole nuove
Usate prima la scheda con il finale da inventare e solo dopo quella con la storia completa: il confronto tra il finale dei bambini e quello di Esopo è il momento più bello della lezione.
La favola si presta a parlare di gentilezza e di aiuto reciproco: chiedete ai bambini di raccontare una volta in cui qualcuno di «piccolo» (un fratellino, un compagno più giovane) li ha aiutati.
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