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Re Mida e il tocco d'oro: mito con finale da inventare e domande per la quinta

5ª primariaFavole e racconti
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Gratis, senza registrazione · 6 pagine A4 · codice LEG-JMLX

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Classe
Classe quinta
Sezione
Favole e racconti
Schede
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LEG-JMLX

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Il mito di re Mida, che chiese al dio Dioniso di trasformare in oro tutto ciò che toccava, raccontato con parole nuove dalle Metamorfosi di Ovidio. Con il finale da immaginare, le sequenze, il messaggio del mito e domande di inferenza adatte alla quinta. Con le soluzioni.

Mida era il re della Frigia ed era già molto ricco, ma pensava che l'oro non fosse mai abbastanza. Un giorno i suoi contadini trovarono addormentato nella vigna Sileno, il vecchio maestro di Dioniso, il dio del vino e delle feste. Mida lo ospitò per dieci giorni e poi lo riaccompagnò dal dio.

Dioniso, riconoscente, gli disse: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». Mida non ci pensò due volte: «Fa' che tutto ciò che tocco diventi oro». Il dio esitò un momento, poi acconsentì.

Mida tornò a palazzo felice come un bambino. Toccò un ramo di quercia, e il ramo diventò d'oro. Raccolse un sasso, e il sasso diventò una pepita. Accarezzò le colonne del palazzo, e le colonne brillarono al sole.

All'ora di pranzo i servi apparecchiarono un banchetto. Mida prese un pezzo di pane: tra i suoi denti il pane diventò duro come metallo. Sollevò una coppa d'acqua: l'acqua si trasformò in oro liquido. Il re aveva fame e sete, e intorno a lui c'era soltanto oro.

Disperato, Mida alzò le braccia al cielo: «Perdonami, Dioniso! Liberami da questo dono». Il dio ebbe pietà e gli disse di lavarsi nelle acque del fiume Pattolo.

Mida si immerse nel fiume e il potere passò dalle sue mani all'acqua: da allora, si raccontava, il Pattolo trascinava pagliuzze d'oro. Il re tornò a casa, mangiò un semplice pezzo di pane e gli sembrò il cibo più buono del mondo.

Mito greco raccontato dal poeta latino Ovidio, con parole nuove

Il mito di Mida è perfetto per la quinta: la trama è semplice, ma il messaggio si presta a una vera discussione sul valore delle cose. Dopo la lettura chiedete: «Che cosa avreste chiesto voi a Dioniso? E come avreste formulato il desiderio per non finire come Mida?».

Le domande chiedono di capire che cosa pensano i personaggi anche quando il testo non lo dice: perché il dio esita? In che momento Mida capisce l'errore? È il tipo di domanda più presente nelle prove di comprensione di fine primaria.

Ancora oggi diciamo che qualcuno «ha il tocco di Mida» quando tutto quello che fa ha successo: è un bell'esempio di come i miti antichi sono entrati nella lingua di tutti i giorni.

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